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Note Culturali
di
Silvia Calzoni Schultz

 

 

19 marzo - Festa del Papà

Tanti auguri a tutti i Papà!

 

 

In tutta Italia la festa del papà si festeggia il giorno di san Giuseppe: il 19 marzo.  Nei paesi anglofoni, invece, la festa del papà si festeggia a giugno e non ha legami col santo in questione.  Eppure, bisogna dire che non c'è giorno migliore per festeggiare i nostri "babbi" (da un'espressione tipicamente toscana) se non il giorno di san Giuseppe, ossia del padre per eccellenza, secondo la tradizione cattolica.  Il nome Giuseppe deriva dall'ebraico Josef e significa "accresciuto da Dio".  È il nome maschile più diffuso, soprattutto nelle regioni meridionali d'Italia, con le varianti: Beppe, Pinuccio, Geppe, Geppino, Peppe, Peppino, Pino.  Il nome può essere anche usato al femminile nelle forme: Giuseppina, Pinuccia, Pina, Nuccia, Giusy.  San Giuseppe è patrono del Canada, del Perù, dei falegnami, dei carpentieri, degli ebanisti, dei moribondi, e viene invocato per ottenere un buon matrimonio.  Fino a qualche anno fa il 19 marzo era festa nazionale.  Da qualche anno, invece, la festa è stata abrogata ed il giorno di san Giuseppe è diventato un giorno feriale qualunque.  Purtroppo questo cambiamento ha intaccato i festeggiamenti che in tutta Italia ruotavano intorno a questa giornata, riducendone le dimensioni, e ha contribuito a relegarla ad una festa che il più delle volte passa in sordina, o viene addirittura dimenticata.

 

In alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di san Giuseppe.  In questa occasione, un sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti dal padrone di casa.  In alcune città, il banchetto veniva allestito in chiesa, e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante le pietanze che venivano servite.  La festa del 19 marzo è anche associata a due manifestazioni specifiche, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia: i falò e le zeppole.  Poiché la celebrazione di san Giuseppe coincide con la fine dell'inverno, questa festa si è anche sovrapposta ad alcuni riti della vita contadina.  In quest'occasione, infatti, si bruciavano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna venivano accese ai margini delle piazze
 

Quando il fuoco si spegneva, alcuni uomini li scavalcavano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filavano, intonavano inni per san Giuseppe.  Questi riti erano accompagnati dalla preparazione delle zeppole che, pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.  Nel passato, ad ogni angolo di strada era possibile trovare un banco di frittelle, e tutta la città era addobbata da decorazioni festive.  È infatti con la festa di san Giuseppe che si saluta definitivamente l'inverno e si comincia a sentire il profumo della primavera, così le vicende stagionali e gli antichi riti si uniscono con la festa del papà.

 


 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
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