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L'Italia a Tavola
a cura di
Daniela D'Amico Henderson
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L’Italia è famosa in tutto il mondo perché più di 2000 anni di storia hanno lasciato tracce in tutta la penisola d’opere e monumenti di valore inestimabile. Quello per cui l’Italia riesce a conquistare tutti, ma proprio tutti, è la nostra cucina che, come la vita, è vissuta con passione e amore. Per gli italiani mangiare vuol dire apprezzare, gustare, condividere cibo e lunghi momenti insieme. Il cibo rappresenta la nostra cultura (ogni regione ha la sua specialità e i sapori più antichi tramandati da generazione a generazione), il nostro stile. |
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Non c’è tavolo che accoglie un piatto senza una tovaglia. Nessuno inizia il proprio pasto, finché tutti sono seduti a tavola e serviti. Il capofamiglia, di solito, dà inizio augurando a tutti i commensali, il “Buon appetito”!
È a tavola che si riunisce la famiglia e condivide le esperienze della vita quotidiana. A tavola si discutono proposte di lavoro e tra una pietanza e l’altra si firmano contratti. Tradizione, unione e passione, sentimenti e cultura da salvaguardare, tramandare e proporre come stile di vita. |
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Come si prepara la tavola:
Ci sono due modi di apparecchiare la tavola; il modo informale, e quello che segue le regole del galateo, più formale. |
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Modo informale:
Il modo informale è usato in famiglia quotidianamente, oppure nei ristoranti più alla mano come le pizzerie. La tovaglia non è particolarmente elegante e deve sempre coprire l’intero tavolo. Ogni posto ha il tovagliolo (della stessa stoffa della tovaglia) sulla destra. Sopra al tovagliolo ci sono sempre forchetta (con le punte rivolte sempre verso l’alto) e coltello (con le seghette verso l’interno). Il piatto “piano” di lato al tovagliolo. Il bicchiere, solitamente uno, sia per l’acqua che per il vino, è posizionato alla destra del piatto tra forchetta e coltello. Non appena ci si siede a tavola, il tovagliolo va poggiato sulle gambe, anche se si sta mangiando in maniera informale.
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Al centro della tavola ci sono sempre pane, vino e acqua in bottiglia. S’inizia sempre con pasta o minestra (zuppa, brodo o consommè). Questo è il primo piatto che è rigorosamente servito da chi ha cucinato. È servito in un piatto “fondo” che va posizionato su quello piano. |
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Modo formale:
Dovrei forse iniziare con lo spiegare che in questo campo molte delle “regole” stanno cambiando. Ricordo con quanto fervore mi hanno insegnato a mangiare con la forchetta impugnata a sinistra e il coltello impugnato con la mano destra. Il cibo è portato in bocca con la fochetta rivolta in basso. Ultimamente, però, è accettato il nuovo stile “zig-zag”. Si taglia con la forchetta a sinistra e il coltello a destra, ma poi si lascia il coltello dentro il bordo del piatto (il coltello va sempre con le seghette all’interno) e si cambia mano per la forchetta. Questo permette di mangiare con ritmi più lenti. Mangiare frettolosamente non è permesso dal galateo!
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Informazioni fondamentali:
- tutte le posate, vanno riposte nei piatti nello stesso modo.
- il coltello va sempre direzionato con le seghette all’interno.
- tutte quelle posate di portata che non vengono utilizzate vanno riposte nei piatti (se avete mangiato senza usare il coltello, dovreste riporre ugualmente il coltello pulito nello piatto)
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- quando si è finito di mangiare, le posate vanno posizionate dritte nel piatto
- quando ci si deve alzare da tavola (sempre scusandosi con i commensali) il tovagliolo va lasciato sulla sedia. Quando la cena è finita si può lasciare il tovagliolo tranquillamente sul tavolo.
Ricordate che mentre mangiate dovete immaginare di avere due libri sotto le ascelle. |
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