La cucina Italiana, nella sua semplicità, è veramente fenomenale in ogni genere di prelibatezze.
Un alimento a cui tengo molto è il pane. Elemento primordiale dal profondo valore simbolico e religioso, rappresenta con la pasta e la pizza un altro degli orgogli italiani. Da nord a sud e da isola a isola, così come ogni pietanza, anche il pane cambia forma, sapore e perché no… anche il modo di essere chiamato.
Semplicità d'ingredienti: farina, lievito, acqua e sale.
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La farina tipicamente usata è quella di frumento, ma si usano anche la farina di mais, soia, riso e orzo.
Il lievito può essere sia di birra (usato anche per le pizze) che naturale.
L’acqua deve essere senza cloro, preferibilmente minerale e a temperatura ambiente.
Il sale deve essere rigorosamente grosso e marino.
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Alcuni cenni di storia.
Già dai lontani tempi degli etruschi si impastava la “polvere” di ghiande schiacciate, con l’acqua. Si cuoceva il tutto in lastre roventi, ottenendo così una focaccia molto dura. Con gli anni si sostituì la farina delle ghiande con quella dei cereali macinati. Anche gli egizi influirono sulla storia del pane. Infatti grazie a loro si scoprì che lasciando riposare l’impasto per un giorno prima della cottura, si otteneva una focaccia molto più soffice. Così come gli egizi anche i greci diedero una grande svolta al composto. Infatti, non solo aggiunsero spezie, latte e altri prodotti creando così sapori più gradevoli, ma furono i primi ad aprire i forni pubblici, per la cottura del pane.
Il nobile simbolo che il pane rappresenta in tutto il mondo, “cibo per tutti e di tutti” (companaticum), risale all’antico impero romano. Fu stabilito che per legge il pane fosse un diritto per tutto il popolo, facendo così abbassare il prezzo di mercato per la farina di frumento.
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Quando l’impero romano finì, la cultura del pane si disperse. Nel Medioevo solo i signorotti avevano la possibilità di mangiare il pane di farina di frumento. Il popolo per motivi economici ritornò ad usare farine d’orzo, faro, segale ed altro.
Nel Rinascimento con la creazione dei lieviti e di farine d'alta qualità il pane inizia un periodo di crescita che ci conduce fino ad d’oggi.
È interessante sapere che proprio in questo periodo si sta ritornando a farine di cereali considerati da sempre poveri ma che oggi sono diventati prodotti più salutari e perciò di più richiesta. |
Piccole curiosità:
In Italia la Puglia è la regione italiana dove si spreca meno pane e dove a tutt' oggi le massaie continuano la sua lavorazione seguendo le vecchie tradizioni.
A Milano, e in quasi tutte le grandi città, vengono buttati ogni giorno più di 14 quintali di pane.
Genzano di Roma (in provincia di Roma) è l’unico paese ad avere il riconoscimento del pane D.O.P. (Denominazione d'Origine Protetta) usando forni rigorosamente a legna. |
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